Ouverture

Artemis

ARTEMIS: Ouverture

composizione, regia, sceneggiatura
Pauchi Sasaki

Video artist e sceneggiatura Katoshi (Juan Carlos Yanaura)
Sceneggiatura Nomi Sasaki
Voce Ariadne Greif
Violino Jennifer Curtis
Violoncello Paul Wiancko
Postproduzione suono Carlos Cuya

Produzione Assistant Jorge Narváez

Una produzione di Pauchi Sasaki in co-produzione con ERT Emilia Romagna Teatro (Italia) e il supporto del Columbia University’s Institute for Ideas and Imagination in Paris (Francia).

Prima assoluta

Durata: 10’

ARTEMIS è un’opera multipiattaforma, una riflessione trasversale sul corpo femminile, il metallo, la tecnologia e il potere. L’opera riflette su come la femminilità si riconfigura in un contesto digitale, ponendo la tecnologia come meccanismo di liberazione, neutralizzando e liberando il corpo da restrizioni e disuguaglianze imposte socialmente e culturalmente. Quest’opera è ispirata al programma Artemis della NASA, una missione spaziale che porterà la prima donna sulla superficie lunare nel 2024, 55 anni dopo il primo sbarco sulla luna dell’uomo.

 

L’Ouverture rappresenta uno spazio emergente dove nuovi esseri e idee stanno prendendo vita. Questo pezzo inaugurale è creato utilizzando la linea temporale dei suoni che si riverberano in tutto lo spazio esterno come partitura. La struttura della composizione si basa sui dati raccolti dagli osservatori LIGO e Virgo. Elaborando le informazioni delle onde gravitazionali registrate create dalla fusione dei buchi neri – tra gli altri eventi massicci – il pezzo mira a creare una rappresentazione in miniatura di come l’universo suonava in un determinato periodo di tempo. Questo obiettivo viene raggiunto organizzando 37 rilevazioni di onde gravitazionali, catturate per 176 giorni nel 2019, in un grafico X-Y, ridimensionando e condensando le informazioni in una composizione sonora di dieci minuti.

 

Questo lavoro fonde mondi sonori distinti: dalla musica popolare tradizionale alle sonorità da camera contemporanee; dall’improvvisazione alla musica sperimentale, al rumore, alla musica algoritmica ed all’elaborazione dal vivo. Un paesaggio sonoro nel limite della notazione classica e del formato di lavoro aperto, delicato e viscerale allo stesso tempo.

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