I. IMPERIO

Museo de la Ficción

Museo de la Ficción - I.IMPERIO

videoinstallazione performance di
Matías Umpierrez

Cast

Ángela Molina, Robert Lepage, Elena Anaya, Chema Tena, Adolfo Fernández, Ana Torrent, Tessa Andonegui, Javier Pereira, Javier Tolosa, Astrid Jones, Boré Buika, Alfonso Bassave, Tony Lam, Ziyi Yan, Olalla Hernández, Noa Sanchez Jiménez, Ángeles Arenas Ruiz

Squadra cinematografica

Design visivo, sceneggiatura e regia Matías Umpierrez | Produttore esecutivo Mariano Piñeiro | Direttore di produzione Daniela Girod | Musica Rafael Sucheras | DoP Javier Cortes | Direttore post produzione Israel Almendro | Direttore dei costumi Anais Ibañez, Paola Barrachina Doñate | Primo AD Patricia Ordás | Art Director Matías Umpierrez | Coordinatore artistico Laura Lostalé | Ingegnere del suono José Perea | Post produzione suono Estudios La Panadería | Secondo AD Carolina Gonzalez | Assistente artistico Andrea Lasanta | Responsabile della proprietà Sara Virumbrales | Capo costruttore Elena C. Galindo, Amaya Cortaire Ciordia | Artisti del trucco e acconciature Felisa Ventas Cosano, María Perucho López, Xenia Tío, Ainhoa Rojo, Leyre Ballesteros, Lucía Juez | Making off Samuel Sánchez | Foto Studio Matías Umpierrez | Assistente fotografo e post-produzione foto Matías Tavolaro | Assistente sartoria Laura Sueiro García | Assistente di produzione Alejandro de Lucas, Irina Dancourt, Gemma Galán | 1st Assistente operatore camera Kike Muñoz | 2st 1st Assistente operatore camera Rodrigo Plácido | Assistente ingegnere del suono David Suarez | Caposquadra Oscar Alejano | Tour manager Alicia Calôt | Coordinamento tecnico della Mostra Gustavo Valera / Ultra-Lab | Distribuzione internazionale Iva Horvat & Elise Garriga / Art Republic

La piece IMPERIO per il Museo de la Ficción è una co-produzione di dFERIA, San Telmo Museoa, Donostia Kultura, Studio Matías Umpierrez.
Uno special ringraziamento per il support alla Rolex Mentor & Protégé Arts Initiative.

Prima nazionale

Durata: 1h 10’
In spagnolo e francese sottotitolato in italiano

Il lavoro dell’artista Matías Umpierrez indaga le modalità contemporanee dei legami tra spettatore e finzione. In questo contesto, i suoi progetti travalicano i confini che intercorrono tra arti performative, arti visive e cinema, attivando la dialettica pubblico-palcoscenico-discorso-scena-territorio.

Il pezzo inaugurale del Museo de la Ficción è IMPERIO, un adattamento della tragedia “Macbeth” di William Shakespeare. Questa versione, immersa nella Spagna post-dittatura degli anni ’90, mette in luce la finzione come strumento di mediazione sociale e politica, producendo un “mix” tra l’industria dell’intrattenimento, gli attuali meccanismi di potere e la furia che risveglia il confronto tra tradizione e globalizzazione.

IMPERIO è interpretato, nel ruolo principale di Macbeth, dall’attrice Ángela Molina, e suo marito nella finzione è il famoso attore e regista canadese Robert Lepage, che interpreta il ruolo originale di Lady Macbeth. Il cast è formato da attrici e attori icone del cinema e del teatro Ibero-Americano.

Concetto del Museo de la Ficción
Solitamente un museo custodisce ed espone un insieme di oggetti o documenti che mostrano diversi aspetti dell’esistenza umana e di ciò che la circonda, per la conoscenza delle generazioni presenti e future. Riconosciamo, tra gli altri, i musei monografici, archeologici, naturali, storici, scientifici, tecnici, e d’arte. Nell’ambito di quest’ultima tipologia, potremmo nominare musei che si occupano di arti visive, di scultura e pittura, nonché musei di cinema, teatro o televisione, nei quali gli strumenti sono esposti come unici testimoni tangibili della scena, perché l’azione drammatica tende a scomparire quando il dispositivo per il quale è stata creata viene violato.

Ma… come si può esporre la finzione in un museo?

Il Museo de la Ficción ® riunisce una serie di installazioni performative, create da Matias Umpierrez, che indagano sullo spostamento che può provocare la finzione, o azione drammatica, in un sistema di museo-collezione-conservazione-esposizione-tempo. Queste opere sfidano i limiti temporali e spaziali della finzione allo scopo di trovare una possibile “museificazione”, o un modo singolare di custodire un lavoro drammatico, per la memoria collettiva presente e futura. Inoltre, emancipa lo spettatore dal suo abituale ruolo passivo quando si tratta di finzione, e gli conferisce un ruolo fondamentalmente attivo come unico nesso possibile per la costruzione dell’azione drammatica.
I pezzi di questo museo, così come diverse opere del suo creatore, cambieranno città, luoghi, conflitti e linguaggi per generare una prospettiva globale del progetto. Sono tutti pezzi drammatici che sono stati registrati per essere visualizzati su dispositivi audiovisivi.

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